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'Time' di Kim Ki-Duk, Corea de Sud, Giappone 2006

Postato il 23/03/2007
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Come affrontare il tempo che passa, il mutare dell'aspetto, il mutare dei sentimenti?

L'ultimo film di Kim Ki-Duk affronta il tema del tempo, che scandisce le vite, i rapporti, le decisioni.

See-Hee è convinta che il suo compagno non provi più interesse per lei, non la ami più, perchè stanco del suo aspetto.
Allora scompare, entra in una clinica e cambia il suo aspetto, per ritornare interessante, per riaccendere la passione.
Nei mesi di assenza il suo uomo si dispera, cade in depressione, finchè lei non gli si ripresenta con altra identità.
Inutile anticipare la reazione dell'uomo di fronte alla finale scoperta.

'Time' è un film che si scosta considerevolmente dalle precedenti produzioni di Kim Ki-Duk, sia per quanto riguarda la regia, sia per quanto riguarda i dialoghi, sempre così rarefatti negli altri film e fin troppo insistenti in quest'ultimo.

Devo ammettere che il doppiaggio italiano in questo caso non aiuta molto la pellicola, anzi, in un paio di occasioni ho rimpianto i sottotitoli che hanno accompagnato altri suoi preziosi e irripetibili film ('L'Isola' , 'Bad Guy', 'Coccodrillo' o 'Indirizzo Sconosciuto') fatti di preziosi e introspettivi silenzi.

Personalmente penso che gli elementi del film portino immancabilmente alla riflessione: dall'ossessione per un amore, alla paura di non piacere, alla ricerca della bellezza, tutto armonicamente legato dal tempo, che accompagna tutto, che ingloba tutto, che scorre e muta.

Viene toccato un tema sempre più presente nella società moderna, la possibilità di modificare il propio aspetto pensando che questo basti sempre a farci apparire veramente diversi agli occhi delle persone.
E il tema del mutare viene sapientemente associato ad una ossessione che gli orientali negli ultimi anni hanno sviluppato riguardo i loro lineamenti, cercando di modificarli secondo tratti occidentali.

Alcuni momenti possono essere un pò oscuri, un pò ambigui ma poi ad un certo punto l'arcano viene svelato.
L'inizio, la fine, abilmente legati da un paradosso temporale, che fa tornare tutto, che chiude il tutto o, perchè no, lo apre verso più vie.


PS. A mio avviso è un film che, a differenza di altri dello stesso regista, può essere apprezzato anche da chi non amava i suoi film perchè privi di dialoghi e riflessivi nella fotografia.


Ultima modifica: il 04/06/2007 alle 10:18

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