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'Kidnapped - Il Rapimento' di Arie Posin, USA 2005

Postato il 30/10/2006
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Proposto con un titolo totalmente diverso ('The Chumscrubber'), 'Kidnapped' è un film indipendente americano, presentato all'ultimo Sundance film festival.

Dark movie generazionale, è un misto tra 'America Beauty' e 'Donnie Darko', nei contenuti e nelle ambientazioni, anche se non si spinge ai gradi di surrealtà onirica del secondo.

C'è Dean, adolescente confuso della media borghesia californiana.
Ci sono i suoi coetanei, confusi pure loro.
Ci sono gli adulti, direi, ancora più confusi dei loro figli!

A cosa serve avere un padre psicologo se ogni dialogo con lui si riduce ad 'uno studio del soggetto/paziente'?
Questo succede a Dean, che viene pacato dalle sue ansie con massicce dosi di psicofarmaci.
E' un paradosso pensare che si possa incriminare e debellare l'uso delle droghe, quando in molti casi (spesso inutilmente) vengono prescritte dal 'medico di fiducia'.
E' un paradosso pensare che si possa incoraggiare i ragazzi ad aprirsi e a dire la verità quando, in certi casi, non si è disposti ad ascoltarle, certe verità.
E' un paradosso cercare di dare sicurezze alle giovani generazioni, quando gli adulti hanno ancora molti, troppi arcani da svelare su loro stessi.

Un film che racconta gli adolescenti e racconta gli adulti, racconta le cose inquietanti ed oscure di questi anni, i disagi e i malesseri dell'essere umano, ma in chiave ironica e dissacrante.
Ed alla fine della visione, non c'è la solita ansia che pervade lo spettatore, perchè tutto il mondo che ci è stato presentato nel suo caos più totale, è tornato pacato, ma nella nostra testa le domande e i perchè rimangono.

Dice agli adolescenti che le realtà non sono sempre quello che sembrano e che per crescere bisogna faticare e a volte, qualcuno si perde nel cammino.
Dice agli adulti che non sono loro ad avere in mano il mondo e che non è vero che 'va tutto bene', anche quando sembra essere così.

E alla fine ci sentiamo leggeri pure noi.
Quando ci accorgiamo che chi ha trovato il propio microcosmo e vive alla giusta velocità, riesce a sorridere con il mondo che impazzito gli brulica attorno.
Quando ci accorgiamo che seguire il cuore, l'istinto, le sensazioni, a volte riesce a farci vivere meglio (e qui segnalo l'interpretazione di Ralph Fiennes, il sindaco della situazione).
Quando ci accorgiamo che forse 'la follia' non è sempre un dato di fatto...è relativa, come forse...lo è tutto il mondo!

Lo consiglio perchè è un film che fa riflettere su tematiche importanti, ma lo fa con una certa 'sospensione' e 'delicatezza' che non lo rende per nulla pesante.

Ultima modifica: il 16/02/2007 alle 15:10

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