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'Buñuel e la Tavola di Re Salomone' , di Carlos Saura, Spagna , Messico, Germania, 2001

Postato il 20/09/2006
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Immaginiamo che Luis Buñuel sia ancora vivo e che stia preparando la sceneggiatura del film che avrebbe sempre voluto girare.
A Toledo, Buñuel e i suoi due grandi amici, Garcia Lorca e Salvador Dalì, filosofeggiano sulla vita...e iniziano un percorso avventuroso alla ricerca della Tavola di Re Salomone.

La mitica tavola è l'occhio supremo, che riesce a cogliere passato, presente e futuro di ogni singolo essere vivente.

Il film si sviluppa quindi in due diversi piani temporali.
Il presente, nel quale Buñuel crea la sua storia.
Il passato, nel quale vediamo l'avventura dei tre amici.

Il passaggio da un tempo all'altro avviene ogni volta che il nostro protagonista si estranea...e con la mente va alla sua creazione.

Il risultato è un film onirico, singolare, surreale...quasi ad omaggiarne i protagonisti.
Si, perchè Buñuel e Dalì sono i due grandi pilastri del surrealismo, il primo come cineasta, il secondo come pittore.
E l'amico Lorca aggiunge al tutto...la poesia.


Interessante il fatto che in alcuni punti del film sembra propio di essere all'interno di una tela di Dalì.
L'immaginario passa dal bidimensionale al tridimensionale.

Mentre scrivo sono sempre più convinta che si tratti di un film in onore di un amico, di un momento storico, di una realtà.
Un amico geniale, un momento storico fervido, una realtà...quasi surreale!

Ultima modifica: il 16/02/2007 alle 15:17

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